Domande frequenti

Come si costruisce un portafoglio? Che cosa cambia quando a investire è una società? Come si preparano gli investimenti al passaggio agli eredi? Qui trovi il mio approccio: diritto e finanza, letti insieme. Le risposte sono informative; le indicazioni operative nascono dall’analisi della situazione personale, familiare o aziendale.

Metodo e destinatari

Un consulente finanziario aiuta a collegare le scelte di investimento agli obiettivi del cliente. Nel mio metodo, diritto e finanza vengono letti insieme: non considero soltanto gli strumenti, ma anche il patrimonio complessivo, il contesto economico e le conseguenze giuridiche e fiscali. La soluzione dipende da chi investe, dai tempi e dalle decisioni che il capitale deve sostenere.

La consulenza si rivolge a persone, famiglie e imprenditori che devono prendere decisioni patrimoniali rilevanti: organizzare investimenti già esistenti, gestire liquidità, proteggere progetti di lungo periodo o preparare un passaggio generazionale. Il primo confronto serve anche a capire se esigenze e complessità rendono utile un percorso strutturato.

La consulenza patrimoniale mette in ordine patrimonio, liquidità e passaggi societari per valutarne gli effetti fiscali nel rispetto della normativa. Quando servono valutazioni o scelte riservate, il percorso viene coordinato con i professionisti abilitati: il mio ruolo è portare al tavolo un quadro patrimoniale chiaro e coerente.

La formazione giuridica amplia il perimetro rispetto alla consulenza tradizionale centrata soprattutto su strumenti e portafoglio. Le competenze maturate nel diritto delle successioni, nel diritto aziendale e nella materia fiscale aiutano a leggere insieme investimenti, impresa, famiglia e passaggio generazionale, individuando conseguenze e collegamenti che richiedono coordinamento. Quando una decisione richiede un parere o un atto riservato, intervengono i professionisti abilitati.

Primo confronto e percorso

La call conoscitiva è gratuita e senza impegno. Mi racconti la tua situazione e le decisioni da affrontare; ricostruiamo obiettivi, priorità, tempi e complessità. Ti indico quali approfondimenti possono essere utili e come si svilupperebbe il percorso. Il punto di partenza non è un prodotto da acquistare.

In genere sono utili rendiconti e posizioni esistenti, contratti rilevanti, una sintesi di entrate, uscite e liquidità, impegni futuri e obiettivi familiari o aziendali. I documenti effettivamente necessari vengono indicati dopo il primo confronto e devono essere condivisi attraverso canali appropriati, limitando i dati a ciò che serve davvero per l’analisi.

Il portafoglio nasce dagli obiettivi del cliente, non da percentuali prestabilite. Il mio metodo comprende lo screening degli strumenti, l’analisi del contesto macroeconomico e giuridico e lo studio della loro combinazione nel portafoglio. Valuto rendimenti attesi, diversificazione, costi e fiscalità, usando anche modelli quantitativi per confrontare le alternative. I risultati storici e le simulazioni sono strumenti di analisi, non promesse di risultati futuri.

La frequenza dipende dalla complessità del patrimonio e dagli eventi che possono incidere sugli obiettivi. Oltre alle verifiche concordate, una revisione può diventare opportuna dopo cambiamenti familiari, societari, professionali o normativi. Monitorare non significa modificare continuamente il portafoglio, ma verificare se la strategia resta coerente.

Banca Generali Private, costi e controllo

No. Studio il piano in funzione degli obiettivi del cliente, senza vincolarlo agli strumenti di Banca Generali Private. Il compenso professionale viene concordato prima dell’avvio. L’attuazione del piano avviene sul conto Banca Generali Private, con il supporto del team e nel rispetto delle modalità operative e della documentazione contrattuale applicabile. Resto il riferimento diretto e il responsabile della strategia e del rapporto.

Il patrimonio resta intestato al cliente presso l’intermediario e le operazioni seguono autorizzazioni, procedure e documenti previsti dal rapporto sottoscritto. Prima di procedere vengono chiariti proposta, caratteristiche e passaggi che richiedono una decisione del cliente.

Il compenso professionale viene concordato prima dell’avvio del percorso. Distinguo il costo della consulenza dai costi degli strumenti e dagli eventuali oneri operativi: è il totale a incidere sul risultato netto. Non valuto un investimento soltanto dal prezzo, ma anche da ciò che permette di ottenere rispetto agli obiettivi. Le condizioni effettive sono riportate nei documenti informativi e contrattuali del rapporto.

Sì. Il piano può includere anche strumenti considerati privi di rischio sul capitale se mantenuti fino alla scadenza prevista. È essenziale distinguere il rischio dalla volatilità: il prezzo di uno strumento può oscillare durante il periodo e generare una perdita se venduto prima, pur prevedendo alla scadenza il rimborso del capitale e un rendimento definito dalle condizioni contrattuali. Emittente, scadenza, condizioni di rimborso e garanzie vanno verificati per il singolo strumento.

L’inflazione incide sul potere d’acquisto del capitale; i tassi influenzano il costo del credito e le condizioni dei mercati. Per questo una cedola, da sola, non basta a valutare un’obbligazione: vanno considerati prezzo, scadenza, liquidità e funzione nel portafoglio. Uso il contesto economico per confrontare le alternative, non per inseguire ogni notizia.

Non esiste uno strumento migliore in assoluto. Un ETF e un portafoglio di singoli titoli possono offrire modalità diverse di diversificazione, gestione e trattamento fiscale. Li confronto in relazione agli obiettivi, ai costi e all’intestatario degli investimenti. Se il piano riguarda una società o il passaggio agli eredi, la disciplina fiscale può incidere sulla scelta quanto la composizione del portafoglio.

Una polizza va valutata per la funzione che deve svolgere nell’intero patrimonio, non soltanto per il costo o il rendimento del sottostante. Considero costi del contratto e degli strumenti, flessibilità, beneficiari e finalità successorie. Le caratteristiche civilistiche e fiscali dipendono dalla natura del contratto e dalle condizioni applicabili: non ogni polizza offre le stesse prestazioni. Il maggior costo deve trovare una ragione concreta nelle esigenze del cliente.

Impresa, famiglia e operatività

Parto dal bilancio e dai fabbisogni dell’azienda, non da un investimento standard. Distinguo la liquidità necessaria alla gestione corrente, le riserve per gli impegni e il capitale con un orizzonte più lungo. Esamino costi bancari, scadenze e regime fiscale per costruire un portafoglio coerente con le esigenze della società e della proprietà. Le valutazioni contabili e gli adempimenti riservati restano di competenza dei professionisti abilitati.

Si parte dalle persone a cui vuoi destinare il patrimonio e dalle esigenze che vuoi mantenere soddisfatte durante la tua vita. Considero insieme immobili, partecipazioni, liquidità e strumenti finanziari, distinguendo l’imposta di successione dalle imposte sui guadagni degli investimenti. Il piano può cercare la crescita del capitale e, allo stesso tempo, preparare il trasferimento agli eredi. Donazioni, testamenti e altri atti richiedono il coinvolgimento dei professionisti abilitati.

Sì, quando incidono sull’equilibrio patrimoniale complessivo. Previdenza, TFR, liquidità e protezione della famiglia vengono letti insieme agli altri obiettivi, senza presentarli come un servizio autonomo o applicare regole fiscali generiche a casi diversi. Le valutazioni dipendono dalla situazione personale e dalla normativa vigente.

Il primo confronto può essere organizzato in presenza a Roma o a distanza, in base alle esigenze e alle modalità operative consentite. Gli incontri successivi vengono concordati in funzione del percorso e dei documenti da esaminare.

No. Gli strumenti possono essere simili, ma cambiano l’intestatario del patrimonio, il regime fiscale e gli adempimenti. Per una società di capitali l’investimento va letto nel quadro del reddito d’impresa, del bilancio e degli impegni societari. Per questo confronto anche gli obiettivi della famiglia e quelli dell’impresa, senza decidere sulla sola base di un’aliquota.

La PEX, o participation exemption, è il regime di esenzione previsto per determinate plusvalenze su partecipazioni quando ricorrono i requisiti di legge. Non è un vantaggio automatico di qualsiasi investimento fatto da una holding. La scelta deve tenere conto degli strumenti, dei requisiti fiscali e contabili e dell’orizzonte della società; anche dividendi e plusvalenze devono essere distinti. Il portafoglio si costruisce in funzione dell’impresa, non della sola agevolazione.

La disciplina delle società non operative può incidere anche su una holding che detiene investimenti finanziari. Il test va verificato sul caso concreto, considerando beni, ricavi, periodi di riferimento ed eventuali cause di esclusione o disapplicazione. Nella pianificazione dei flussi finanziari considero quindi anche questa esigenza, coordinando l’analisi con chi cura gli adempimenti della società.

Lo step-up successorio è l’aggiornamento del valore fiscalmente riconosciuto di determinati titoli ricevuti in successione. Nei casi previsti dalla normativa, cambia il valore da cui si calcola la successiva plusvalenza dell’erede. Non riguarda indistintamente tutti gli strumenti: singoli titoli, fondi ed ETF richiedono valutazioni diverse. Va inoltre tenuto distinto dall’imposta di successione; se il valore del titolo è sceso, l’aggiornamento può avere effetti sfavorevoli.

No. Il passaggio generazionale è un obiettivo da integrare nella strategia, non necessariamente la fine dell’investimento. Tempi, necessità del titolare e volontà verso gli eredi guidano la scelta degli strumenti e la loro revisione. La pianificazione deve considerare separatamente crescita del capitale, imposte sulle plusvalenze e imposta di successione, senza presumere che una sola soluzione sia adatta a ogni famiglia.

Fonti, responsabilità e aggiornamento

Matteo De Filippis, consulente finanziario e Dottore di ricerca. Ultimo aggiornamento: 11 settembre 2026.

I temi riprendono i miei approfondimenti pubblici su Diritto e finanza. Le risposte non sostituiscono l’analisi individuale o la documentazione ufficiale e contrattuale applicabile. Atti, pareri e adempimenti riservati restano di competenza dei professionisti abilitati.

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